Bando 2021

PREMIO LETTERARIO Raffaele Artese

È bandita la IX Edizione del “Premio letterario Raffaele Artese - Città di San Salvo”.

La partecipazione è riservata a narratori esordienti in possesso dei requisiti previsti ai successivi punti 1 e 2 delle Norme di partecipazione.

NORME GENERALI

È bandita la IX Edizione del “Premio letterario Raffaele Artese – Città di San Salvo”.

La partecipazione è riservata a narratori esordienti in possesso dei requisiti previsti ai successivi punti 1 e 2 delle Norme di partecipazione.

I Premi sono assegnati ad autori al loro romanzo d’esordio, opera prima in lingua italiana, pubblicata in forma cartacea e dotata di codice ISBN. Verranno esclusi racconti, saggi e altre opere che non rientrano nella definizione di “romanzo”.

Il romanzo non deve avere una precedente edizione digitalizzata o cartacea antecedente al 01/01/2020.

Nel caso di opere narrative in serie/volumi multipli – che costituiscono trilogie, tetralogie e così via – si accetta solo il primo volume.

Raffaele Artese

Raffaele Artese (1925-2011), uomo di Scuola per eccellenza, è stato, oltre che pedagogista, anche poeta, scrittore e giornalista. Da ragazzino, si è trovato in anni tristi e poveri, a dover andare a Sulmona e poi a Chieti per diventare maestro elementare. All’università di Urbino ha conseguito il diploma in Vigilanza Scolastica e successivamente la laurea in Pedagogia.

È stato direttore didattico in provincia di Brescia, poi in provincia di Campobasso e infine a Vasto. Appena pensionato, non si è fermato, ma ha continuato a lavorare per la Comunità. Ha diretto per un decennio la Scuola Civica Musicale di Vasto e per altri dieci anni è stato responsabile culturale e docente di Psicologia presso l’Università delle Tre Età di Vasto. La vita lo ha visto sempre protagonista, attivo, esuberante, riflessivo, sornione, arguto e bonario.

Molto affettuoso, si è donato generosamente, coltivando i sentimenti di figlio, fratello, marito, padre, nonno e amico. Ha praticato la musica, la poesia, la scrittura. Suonava per diletto il mandolino e la chitarra e ha composto numerosi testi di canzoni sia in lingua, sia in dialetto abruzzese.

È stato corrispondente del periodico «La Voce di San Salvo» e di altre testate giornalistiche. Cittadino “salvanese” nell’animo, ha lasciato la terra natìa, dopo il matrimonio, per trasferirsi prima in Lombardia e poi a Vasto. L’amore per la sua città lo ha portato a scrivere diverse opere tra le quali anche un vocabolario della lingua locale «nella speranza – così motiva l’autore stesso – che si possa accedere attraverso il lessico dialettale alla sofferta conoscenza della vita nel passato degli abitanti della mia terra”; uno studio che costituisce “un segno tangibile dell’amore che ho nutrito e nutrirò sempre per il paese che mi ha dato i natali». Socio fondatore del Lions Club  di San Salvo, ne è stato grande animatore.

Le opere a stampa sono le seguenti:
Lu Mazzemarelle (1978, 2006),  Stravaganze del mio stivale (1993), Come ti educo il piccolo Andrea (1993), Fiabe e racconti salvanesi (2001), Storia minore di San Salvo (2002), La Gissana (2003), Don Gaetano de Vito  (2005), Don Luigi Sartore (2005), Vita e opere di un illustre medico salvanese (2007), Vita di un educatore salvanese ed altri (2008), Vocabolario del dialetto di San Salvo (postumo, 2011).