Premio letterario Raffaele Artese - Città di San Salvo

I vincitori del "Premiosansalvo" IV Edizione (2016)

Massimo Polimeni primo classificato
Massimo Polimeni, con il romanzo "In Sicilia, un'estate", Ed. Nulla die, si è aggiudicato la IV Edizione (2016) del "Premio letterario Raffaele Artese – Città di San Salvo". Al secondo posto Sandra Luigia Rebecchi, con "E adesso statemi a sentire", Ed. Nulla die; al terzo Gesuino Némus, con "La teologia del cinghiale", Elliot Edizioni. Il premio di merito è invece andato a Sandro Abruzzese, per l'opera "Mezzogiorno Padano", Ed. La Talpa-Manifestolibri. La neoistituita Giuria popolare, sulla rosa dei nove scrittori finalisti, ha invece scelto di assegnare il proprio Premio a Sandra Luigia Rebecchi ("E adesso statemi a sentire"). Questi i giudizi sintetici espressi dalla Giuria tecnica sui romanzi e scrittori vincitori:

Massimo Polimeni  “In Sicilia un’estate”, 1° classificato

Il libro evidenzia in brevi tratti il senso dell’esistenza e dei valori spesso smarriti o tralasciati dinanzi ad una vita che scorre inesorabile tra le correnti economiche del lavoro in cui l’uomo si fa materia per soddisfare  bisogni detti “mezzi di sostentamento per la propria famiglia”. Vi si possono trovare riferimenti a importanti autori, come Leonardo Sciascia, in relazione ad un clima di degrado esplicitato nel messaggio profondo di quest’opera: «Forse tutta l'Italia va diventando Sicilia… E sale come l'ago di mercurio di un termometro, questa linea della palma, del caffè forte, degli scandali: su su per l'Italia, ed è già, oltre Roma…». E poi, “Sai cos’è la nostra vita? La tua e la mia? Un sogno fatto in Sicilia. Forse siamo ancora lì e stiamo sognando!“

Sandra Luigia Rebecchi “E adesso statemi a sentire”, 2° classificato

Il lettore si trova a vivere l’esperienza della malattia di Alzheimer, raccontata, in prima persona, con lucidità e tenerezza dall’autrice. La malattia con i suoi effetti sempre più devastanti offre pure lo  spunto  per  rievocare  un  percorso  di  vita  difficile  e  per  riscoprire  e  rinsaldare  sentimenti profondi.
Il racconto  scorre  su  due  filoni  paralleli,  attraverso  la voce della protagonista e quella dei suoi familiari. La protagonista  si  racconta  riappropriandosi così della  sua  dignità  di  persona grazie all’affetto e alla dedizione dei suoi familiari.
Lo  stile  è  scorrevole,  semplice, immediato ma  profondo. E’ un  libro dal forte impatto e coinvolgimento emotivo.

Gesuino Némus “La teologia del cinghiale”, 3° classificato

Il romanzo riporta il lettore al 1969, in un piccolo paese dell’entroterra sardo, durante i giorni dello sbarco sulla luna. I protagonisti, due bambini con realtà difficili alle spalle, si trovano al centro di una serie di eventi misteriosi. A completare il quadro, un prete gesuita, Don Cossu, che si prenderà cura di loro e li seguirà in una vicenda dal finale inaspettato. Originale e nuovo nello stile, imprevedibile nella trama. Un romanzo ironico, dolce e amaro che lascia il segno.

Sandro Abruzzese “Mezzogiorno padano”, premio di merito

Libro corale in cui vengono presentati vari protagonisti, uomini e donne, dell’Italia meridionale, che abbandonano la loro terra d’origine per il Nord del Paese, alla ricerca di una vita diversa e di un lavoro decoroso, oppure tentano di resistere a inevitabili compromessi. Il libro presenta le vicende di 24 personaggi, tra cui: la piccola Marta, Marianna Tamburino, Antonio De Gennaro, Arturo Menna, che lotta in Campania per difendere le ragioni della contaminata"Terra dei Fuochi", Adele Sorrentino e il prof. Fittipaldi Ernesto. Il viaggio e la permanenza si configurano come metafore della vita, da cui emerge un campionario di coraggio, solitudini, vittorie, tradimenti e delusioni, che rappresentano un quadro fedele e realistico dell’Italia contemporanea.

 

Raffaele Artese

Raffaele Artese (1925-2011), uomo di Scuola per eccellenza, è stato, oltre che pedagogista, anche poeta, scrittore e giornalista. Da ragazzino, si è trovato in anni tristi e poveri, a dover andare a Sulmona e poi a Chieti per diventare maestro elementare. All’università di Urbino ha conseguito il diploma in Vigilanza Scolastica e successivamente la laurea in Pedagogia. È stato direttore didattico in provincia di Brescia, poi in provincia di Campobasso e infine a Vasto. Appena pensionato, non si è fermato, ma ha continuato a lavorare per la Comunità. Ha diretto per un decennio la Scuola Civica Musicale di Vasto e per altri dieci anni è stato responsabile culturale e docente di Psicologia presso l’Università delle Tre Età di Vasto. La vita lo ha visto sempre protagonista, attivo, esuberante, riflessivo, sornione, arguto e bonario. Molto affettuoso, si è donato generosamente, coltivando i sentimenti di figlio, fratello, marito, padre, nonno e amico. Ha praticato la musica, la poesia, la scrittura. Suonava per diletto il mandolino e la chitarra e ha composto numerosi testi di canzoni sia in lingua, sia in dialetto abruzzese. È stato corrispondente del periodico «La Voce di San Salvo» e di altre testate giornalistiche. Cittadino “salvanese” nell’animo, ha lasciato la terra natìa, dopo il matrimonio, per trasferirsi prima in Lombardia e poi a Vasto. L’amore per la sua città lo ha portato a scrivere diverse opere tra le quali anche un vocabolario della lingua locale «nella speranza - così motiva l'autore stesso - che si possa accedere attraverso il lessico dialettale alla sofferta conoscenza della vita nel passato degli abitanti della mia terra"; uno studio che costituisce "un segno tangibile dell’amore che ho nutrito e nutrirò sempre per il paese che mi ha dato i natali». Socio fondatore del Lions Club  di San Salvo, ne è stato grande animatore.
Le opere a stampa sono le seguenti:
Lu Mazzemarelle (1978, 2006),  Stravaganze del mio stivale (1993), Come ti educo il piccolo Andrea (1993), Fiabe e racconti salvanesi (2001), Storia minore di San Salvo (2002), La Gissana (2003), Don Gaetano de Vito  (2005), Don Luigi Sartore (2005), Vita e opere di un illustre medico salvanese (2007), Vita di un educatore salvanese ed altri (2008), Vocabolario del dialetto di San Salvo (postumo, 2011).

 

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